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La mail è cambiataaaa:   cicaletta@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Io penso a quella vecchia barzelletta, sapete, quella dove uno va da uno psichiatra e dice: " Dottore, mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina! ". E il dottore gli dice: " Perchè non lo interna? ". E quello risponde: " E poi a me le uova chi me le fa? ". Beh, credo che corrisponda molto a quello che penso dei rapporti uomo-donna, e cioè che sono assolutamente irrazionali e pazzi e assurdi...ma credo che continuino perchè la maggior parte di noi ha bisogno di uova...

Woody Allen in " Io e Annie"

 

 

Può essere che l'amore non faccia girare il mondo, però devo ammettere che fà sì che il viaggio valga la pena.

SU GIOIA E DOLORE

Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
   E lui rispose:
   La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,
   E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di lacrime.
   E come può essere altrimenti?
   Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.
   La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?
   E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?
   Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
   E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
   Alcuni di voi dicono: "La gioia è più grande del dolore", e altri dicono: "No, è più grande il dolore".
   Ma io vi dico che sono inseparabili.
   Giungono insieme, e se l'una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l'altro è addormentato nel vostro letto.

   In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia.
   Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
   Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento, così la vostra gioia e il vostro dolore dovranno sollevarsi oppure ricadere.

           Kahlil Gibran

Non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi.


 

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26 agosto 2011

Ferie.

Finalmente sono arrivate.

Respiro.
Lontana da tutto e tutti.
Ci vediamo presto.




permalink | inviato da cicaletta il 26/8/2011 alle 19:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

22 agosto 2011

Previsioni

Concedetemi ogni tanto di essere cattiva.

D'altronde, un pizzico di cattiveria alberga in ciascuno di noi.
E poi d'altronde se pure il gobbo andretti dice che a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca, allora vuol dire che è proprio vero...

Scherzi a parte, io sono andata ben oltre il fantomatico clichè suocera/nuora e mi trovo davanti persone così prevedibili che quasi sempre poi indovino quello che succede. Non c'è cosa che mi irriti maggiormente del prevedere un evento che vorrei non si verificasse e questo poi puntualmente accade.
Solo che trattandosi di rapporti "sensibili" non posso andare da mio marito e sbattergli a brutto muso la mia previsione, passandogli sopra come un trattore.
Uff, mi scoccia così tanto essere diplomatica, soprattutto perchè ho la sensibilità e la leggerezza di un elefante in una cristalleria.
Però una ha pure bisogno di sfogarsi e di scaricarsi, soprattutto la sottoscritta, che sennò poi le rode manco fosse una grattugia.

Pertanto qui, concedetemi di essere cattiva e di azzardare una previsione.

Ci saranno dei tentativi di riavvicinamento intorno a settembre.


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permalink | inviato da cicaletta il 22/8/2011 alle 17:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

20 agosto 2011

Ereditarietà

Mia madre non conosce il concetto di scorta familiare.
Le è completamente e totalmente estraneo.
Quando sta per finire il detersivo/shampoo o quello che è non fa nulla.
Arrivato alle ultime gocce, lo ripone al rovescio, in maniera da recuperarne il più possibile.
Dopodichè lo allunga con l'acqua.
Esaurita anche quest'ultima risorsa, viene da me.
Ed io puntualmente che le chiedo come mai non l'avesse comprato.
Stesso solito, esilarante teatrino con lei che risponde, addirittura piccata che se se ne fosse accorta l'avrebbe fatto.
Chissà, forse il rovesciamento e l'aggiunta di acqua lo fa da sonnambula.

Mio fratello, uguale.
Identico.
Rotta la sua lavatrice, è venuto a fare le lavatrici da mamma.
Non avendo, naturalmente (strano eh???) lei il detersivo, a mia insaputa è entrato in casa mia e mi si è quasi finito il detersivo.
Senza naturalmente dirmi niente.
Io magari sono convinta di avere una cosa e poi magicamente non la trovo più.

Insomma, mi lamentavo con mia madre del furto silenzioso di detersivo (ma giusto per sfogarmi, non per trovare conforto da lei) e lei mi risponde che non vedeva quale fosse il problema, che pure lei tornata ieri dalle ferie non aveva il detersivo e l'aveva preso da me.

Strano, vero?
In genere il detersivo se finisce prima delle ferie, magicamente si riforma... o no????

10 agosto 2011

Distacco

Una dovuta premessa: non sono una mamma di quelle morbose.
Anzi, mi definisco una mamma "disgraziata".
Il cicalino è venuto su bello indipendente, non l'abbiamo abituato a stare in braccio e siamo sempre stati dell'idea, specie la sottoscritta, che le capocciate ci stessero tutte se voleva camminare così come i pizzoni scambiati con gli altri bambini.
L'ho lasciato con mia madre a cinque mesi per tornare al lavoro, contenta finalmente di riavere i miei spazi e la mia identità che non fosse solo quella di madre, ma anche di donna e di lavoratrice (tsè, illusa...).

Ora che veleggia verso l'anno, m'ero abbondantemente rotta della storia "caccialasisa toglilasisa amoredemammasemerimozzichitemozzicoio" e quindi, senza troppi patemi d'animo, ho smesso di allattarlo.

Incredibilmente, è venuto fuori un lato di me che non conoscevo...a parte il fatto che mi sarei aspettato un minimo di struggimento (è pur vero che oramai si trattava solo di un breve appuntamento serale), il mio corpo non ha assolutamente sentito il contraccolpo. Del tipo, "niente più latte? Ok, vabbè". Il che mi fa imbestialire, perché sto corpo del quasi obbedisce solo quanno je pare.
E' che sono io a soffrire un pò la mancanza del nostro appuntamento serale.
Perché prima eravamo cicalinocicaletta, una cosa sola. Mentre ora siamo cicalino E cicaletta, due entità distinte.
Com'è giusto che sia.
Però, però...


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permalink | inviato da cicaletta il 10/8/2011 alle 16:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

8 agosto 2011

No, la patata noooo

Metti già che non stai alla tua filiale.

Metti che ti sei resa conto che avrai un bel cavolo di niente da fare e che se non ti spostavano smaltivi l'arretrato.
Metti un sistema informatico del cavolo che ragiona con i piedi.
Date le dovute premesse, s'è reso ahimè necessario chiamare l'HD.

E lì m'è sembrato di entrare in un incubo.
Attendevo da un momento all'altro di sentire la voce di Lillo&Greg di 610.
L'assurdità fatta realmente persona.
Un tipo che parlava come quello che imita Patty Pravo, dai cui discorsi non si capisce un'emerita ceppa.
Sembrava che gli si fosse incastrata una patata in gola, forse a causa della sua erre moscia.
Caxxo, se non era raccomandato quel tipo allora era da arrestare il folle che l'ha assunto.
Mi facevo ripetere le cose 3-4 volte e poi cercavo di interpretarle...ommarò.

6 agosto 2011

Work in progress

E' stato difficile tornare qui e scrivere.

Ci ho girato intorno per mesi, che poi sono diventati anni.
E' iniziata la mia avventura qui nel blog quasi per caso, per dare una mano ad un amico.
 E poi la mano ha preso me.
Pian piano.
Il blog è diventato la mia casa, il mio diario, la mia valvola di sfogo.
Poi, il patatrac.
O meglio, la scusa per il patatrac. 
Questo blog era sempre stato un mio spazio, erano rare le persone che avevano associata la mia persona a cicaletta. Non mi andava di far sapere che esistevo, altrimenti avrei perso qualcosa in spontaneità. Eppure, qualcuno seppe che questo spazio c'era, una cosa tira l'altra, caratteri diversi ed il blog divenne il motivo per cui un'amicizia finì.
E lì il mio rapporto con la cicaletta del cannocchio comunque cambiò.
Mi sono sentita quasi come violata, oltre che giudicata e condannata senza motivo.
Ed ho pian piano iniziato a ritrarmi in me stessa, sino ad arrivare ad anni di assenza.
Però il cannocchio mi mancava, mi mancava cicaletta.
Poi lui, lui fu il dito che spinse la pietra.
Ed eccomi di nuovo qui, anche se con difficoltà, non sono più abituata a parlare.

Ma ci stiamo lavorando su...





permalink | inviato da cicaletta il 6/8/2011 alle 19:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

3 agosto 2011

Addio Michelin

Da mia nonna, è sempre stata tradizione andare a prendere la pizza alla Michelin. Per carità, non è che fossimo una famiglia di pazzi che si presentava dal gommista e pretendeva mille lire di pizza rossa, è che questo forno stava proprio attaccato alla michelin, da cui quindi aveva preso il nome per tutto il quartiere.
Passavano gli anni e sto forno è sempre rimasto uguale, nell'aspetto e nel sapore. Andare lì ogni tanto era come tornare indietro nel tempo a quando ero bambina.

Ultimamente c'ero passata davanti un paio di volte e non vedevo più l'ingresso, dando però la colpa alla mia distrazione e al fatto che andassi sempre per uno.
Ed invece no. Hanno chiuso.
Un pezzo di infanzia se n'è andato, portandosi via con sé odori e sapori che non torneranno più.


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permalink | inviato da cicaletta il 3/8/2011 alle 16:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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