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La mail è cambiataaaa:   cicaletta@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Io penso a quella vecchia barzelletta, sapete, quella dove uno va da uno psichiatra e dice: " Dottore, mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina! ". E il dottore gli dice: " Perchè non lo interna? ". E quello risponde: " E poi a me le uova chi me le fa? ". Beh, credo che corrisponda molto a quello che penso dei rapporti uomo-donna, e cioè che sono assolutamente irrazionali e pazzi e assurdi...ma credo che continuino perchè la maggior parte di noi ha bisogno di uova...

Woody Allen in " Io e Annie"

 

 

Può essere che l'amore non faccia girare il mondo, però devo ammettere che fà sì che il viaggio valga la pena.

SU GIOIA E DOLORE

Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
   E lui rispose:
   La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,
   E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di lacrime.
   E come può essere altrimenti?
   Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.
   La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?
   E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?
   Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
   E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
   Alcuni di voi dicono: "La gioia è più grande del dolore", e altri dicono: "No, è più grande il dolore".
   Ma io vi dico che sono inseparabili.
   Giungono insieme, e se l'una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l'altro è addormentato nel vostro letto.

   In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia.
   Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
   Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento, così la vostra gioia e il vostro dolore dovranno sollevarsi oppure ricadere.

           Kahlil Gibran

Non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi.


 

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10 agosto 2011

Distacco

Una dovuta premessa: non sono una mamma di quelle morbose.
Anzi, mi definisco una mamma "disgraziata".
Il cicalino è venuto su bello indipendente, non l'abbiamo abituato a stare in braccio e siamo sempre stati dell'idea, specie la sottoscritta, che le capocciate ci stessero tutte se voleva camminare così come i pizzoni scambiati con gli altri bambini.
L'ho lasciato con mia madre a cinque mesi per tornare al lavoro, contenta finalmente di riavere i miei spazi e la mia identità che non fosse solo quella di madre, ma anche di donna e di lavoratrice (tsè, illusa...).

Ora che veleggia verso l'anno, m'ero abbondantemente rotta della storia "caccialasisa toglilasisa amoredemammasemerimozzichitemozzicoio" e quindi, senza troppi patemi d'animo, ho smesso di allattarlo.

Incredibilmente, è venuto fuori un lato di me che non conoscevo...a parte il fatto che mi sarei aspettato un minimo di struggimento (è pur vero che oramai si trattava solo di un breve appuntamento serale), il mio corpo non ha assolutamente sentito il contraccolpo. Del tipo, "niente più latte? Ok, vabbè". Il che mi fa imbestialire, perché sto corpo del quasi obbedisce solo quanno je pare.
E' che sono io a soffrire un pò la mancanza del nostro appuntamento serale.
Perché prima eravamo cicalinocicaletta, una cosa sola. Mentre ora siamo cicalino E cicaletta, due entità distinte.
Com'è giusto che sia.
Però, però...


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permalink | inviato da cicaletta il 10/8/2011 alle 16:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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